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Gettato un salvagente per le PA che ancora annegano nella Carta… vergognarsi?

Come fondatore di PA Digitale S.p.A., un’azienda che ha sempre perseguito come mission la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, riprendo quanto esposto dall’On. Paolo Coppola (relatore del parere sul CAD alla Camera):

«Non si tratta di dilazionare i tempi della svolta digitale, “chi non l’ha già fatto dovrebbe vergognarsi”, ma permettere in tempi brevi “l’aggiornamento delle regole”».

 Pur condividendo tutte le motivazioni addotte dall’onorevole Coppola a detta proroga che era assolutamente “dovuta ed indispensabile”, non concordo con “…chi non l’ha già fatto dovrebbe vergognarsi…”.

Sono gli enti che non si sono adeguati (la stragrande maggioranza) i soli colpevoli, oppure:

  • sono colpevoli i vari governi che hanno emanato tantissime norme in questi anni, (partiamo dal 2005…) senza dare adeguata informazione e conoscenza agli enti tramite gli organismi appositi;
  • sono colpevoli le software house specializzate nella PA, che pur avendo fornito in questi decenni i loro software, in questi ultimi anni invece di essere portatrici del cambiamento verso il “digitale”, hanno fatto politiche di difesa delle loro soluzioni e dello status quo “… tanto è tutto come prima…”, non hanno investito nel “digitale” ed oggi non sono pronte a supportare con soluzioni adeguate i loro clienti affinchè possano fare questo grande passo senza traumi;
  • sono colpevoli gli imprenditori, i professionisti, tutti noi cittadini che pur nei piccoli o grandi passi che ha fatto in questi anni la PA verso il digitale (PEC, Fattura Elettronica, firme digitali), non sono stati capaci di interpretare questi passi “obbligatori” della PA verso il “digitale” come una spinta all’innovazione digitale per l’intero mondo economico, ma sono stati affrontati e osteggiati come l’ennesima “burocrazia” e “vessazione” della PA;
  • sono colpevoli tutte le software house, sia del mondo PA che del mondo “imprese” che pensano che il “digitale” sia semplicemente “eliminare la carta” sostituendola con dei pdf e mettere la firma digitale invece dell’autografa… avere qualche funzione su internet senza capire che il digitale vuol dire ben altro: cambiare i processi per ridurre tempi, costi e creare efficienza e quindi la necessità di strumenti software adeguati a gestire i processi in modo “dematerializzato”;
  • sono colpevoli tutte le software house che pur essendo state negli anni dell’informatica di massa (dagli anni 80) i portatori dell’innovazione nei loro clienti, oggi non hanno colto l’importanza di questo momento lasciando sole le pubbliche amministrazioni, le imprese, i professionisti invece di essere trainanti con soluzioni adeguate non solo a risolvere i problemi insiti nel digitale, ma soprattutto a far cogliere ai loro clienti i grandi benefici.

Chi si deve veramente vergognare?

 Fabrizio Toninelli