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Direttiva n. 2/2020 Ministro per la Pubblica Amministrazione

La nuova Direttiva 2/2020 (Registrata alla Corte dei conti il 12/03/2020 - n. 446.) sostituisce integralmente la Circolare 1/2020 della Ministra Fabiana Dadone (Misure incentivanti per il ricorso a modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa) che conteneva le “prime indicazioni in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle pubbliche amministrazioni al di fuori delle aree di cui all'articolo 1 del decreto-legge n.6 del 2020”.

Il persistere dell’emergenza sanitaria ha infatti portato all’adozione del D.P.C.M. 9 marzo 2020 che ha disposto, tra l’altro, l’estensione all’intero territorio nazionale delle misure del DPCM 8 marzo 2020 (art. 1) nonché del DPCM 11 marzo 2020.

Nella Direttiva 2 si ribadisce il ricorso al lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa (fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 1, lettera e) del DPCM 8 marzo 2020).

Inoltre, nel ribadire il superamento del regime sperimentale dell’obbligo per le PA di adottare misure organizzative per il ricorso a nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa, con la conseguenza che la misura opera a regime, la Direttiva 2 evidenzia la necessità di un ripensamento in merito alle attività che possono essere oggetto di lavoro agile, con l’obiettivo prioritario di includere anche attività originariamente escluse.

Anche la Direttiva 2 in chiusura riporta la necessità di comunicare tempestivamente a mezzo PEC al Dipartimento della funzione pubblica le misure portate in essere in attuazione della presente direttiva, con particolare riferimento alle modalità organizzative adottate per il ricorso al lavoro agile.

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