È stato presentato il 27 ottobre 2026, presso la sede del Ministero della Cultura di Roma, il Portale Archivi Nazionali: realizzato dall’Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR) nell’ambito delle attività della Direzione generale Archivi, offre un punto di accesso libero e gratuito, al patrimonio archivistico italiano, statale, pubblico e privato.
Il portale rende pubblici i dati e le risorse digitali del Sistema Informativo Archivistico (SIA) che raccoglie le informazioni sul patrimonio conservato dagli Archivi di Stato o vigilato dalle Soprintendenze archivistiche. In un’unica interfaccia rende quindi possibile consultare le descrizioni dei luoghi di conservazione, dei soggetti produttori (organizzazioni, famiglie e persone), gli strumenti di ricerca realizzati nel tempo e i progetti di digitalizzazione con le relative riproduzioni.
La novità va letta alla luce della struttura dell’archivistica italiana, storicamente policentrica: da un lato la rete degli Archivi di Stato, che conservano la documentazione degli organi statali, dall’altro le Soprintendenze archivistiche, che vigilano sugli archivi di enti pubblici territoriali e sugli archivi privati dichiarati di interesse culturale (ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio D.Lgs. 42/2004). Il nuovo portale Archivi Nazionali nasce con l’obiettivo di superare questa frammentazione divenendo un punto di accesso unico che agevola gli utenti grazie a funzionalità quali:
- ricerca semplice e avanzata, con filtri per patrimoni documentari, soggetti produttori, luoghi di conservazione e strumenti di ricerca;
- ricerca per nome (nome, cognome, luogo e anno di nascita o morte), estesa anche ai portali Antenati e Partigiani d’Italia;
- servizi di Sala studio, con prenotazione online della consultazione presso gli Archivi di Stato e richiesta di riproduzioni;
- percorsi di ricerca, podcast, video e approfondimenti tematici che raccontano la storia italiana attraverso le fonti, pensati anche per un pubblico non specialistico.
Il progetto si inserisce inoltre in EcoMiC, l’ecosistema digitale per la cultura realizzato dall’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library e promosso dalla Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione del MiC.
Per gli enti locali è un richiamo concreto al valore del proprio archivio storico: non solo è possibile ora accedere alle preziose fonti archivistiche conservate nei Comuni accedendo al portale, ma in prospettiva è importante considerare che i documenti informatici creati oggi andranno domani ad arricchire la sezione storica destinata alla consultazione pubblica. Una corretta gestione documentale è il primo passo perché la memoria amministrativa diventi patrimonio accessibile.
Per approfondire:
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